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	<title>Strategie Vincenti &#187; interviste</title>
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	<description>Metti le strategie per te vincenti nella tua “cassetta degli attrezzi” ! Esempi pratici di crescita personale, gestione del tempo, GTD, leadership, gestione dei soldi, efficacia e comunicazione.</description>
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		<title>Vegetarismo</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2007 07:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexander</dc:creator>
				<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Il vegetarismo (vegetarianismo, vegetarianesimo o veganismo) è una dieta (per qualcuno è qualcosa di più: un vero stile di vita) che da un po&#8217; di tempo mi incuriosisce. Un po&#8217; per mia pigrizia, un po&#8217; per resistenze mie interne, non ho mai approfondito l&#8217;argomento. Nel frattempo ho scoperto il blog Mondi sintetici che parla di [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il vegetarismo (vegetarianismo, vegetarianesimo o veganismo) è una dieta (per qualcuno è qualcosa di più: un vero stile di vita) che da un po&#8217; di tempo mi incuriosisce. Un po&#8217; per mia pigrizia, un po&#8217; per resistenze mie interne, non ho mai approfondito l&#8217;argomento. Nel frattempo ho scoperto il blog <a href="http://www.mondisintetici.it" target="_blank" title="Mondi sintetici Blog">Mondi sintetici</a> che parla di strategie minime per migliorarci la vita e chi segue i miei articoli avrà notato che lo leggo spesso e che ho una certa affinità di interessi con Massimo Brignolo e Paola Segurini, i 2 &#8220;terrestri sintetici&#8221; autori di tale blog.<br />
Uno dei principi base del mio blog sulla crescita personale, è di condividere esperienze vissute sia in prima persona da me, che da amici.<br />
Paola è vegetariana da diversi anni e perciò le ho chiesto di raccontarci la sua esperienza.<br />
</em><br />
[Alexander]: Ciao Paola, grazie per aver accettato di partecipare a questa intervista. Cosa vuol dire essere vegetariana ?</p>
<p>[Paola]: Ciao! Innanzitutto non significa, come pensano molti, mangiare solo insalata! O solo verdura. Spesso si dimentica che anche cereali, legumi, frutta e semi oleosi (noci, ecc) sono prodotti vegetali. Quindi la scelta vegetariana non è &#8220;solo foglie&#8221;. In generale, essere vegetariano vuol dire aver scelto, per motivi differenti tra loro, di non cibarsi di animali o (per quanto riguarda la scelta vegan) di alimenti di origine animale.</p>
<p>[Alexander]: approfondiamo un po&#8217; le diverse tipologie di vegetarianismo. Tu quali conosci ?</p>
<p>[Paola]: Beh, io le conosco tutte, credo. Innanzitutto bisogna sfatare due credenze popolari, la prima è che i vegetariani mangino solo insalata.  Ovviamente non è così. E la seconda è che i vegetariani mangino pesce.  E&#8217; chiaro come il pesce sia un animale, quindi&#8230; non è compreso  nell&#8217;alimentazione senza crudeltà. Ci sono i <strong>vegetariani</strong> propriamente detti, che mangiano latte e uova (<strong>lacto-ovo-vegetariani</strong>) o escludono  anche le uova (<strong>lacto-vegetariani</strong>). Poi i <strong>vegan</strong> (o, si diceva una volta,  vegetaliani), che non fanno uso di prodotti né derivati di origine  animale, e i <strong>crudisti</strong> (detti anche fruttariani) che non mangiano  alimenti &#8211; ovviamente si parla sempre di vegetali &#8211; cotti. Un&#8217;altra  famiglia è quella dei <strong>macrobiotici</strong>, che possono anche essere  vegetariani, ma spesso comprendono il pesce nella loro dieta ed eliminano invece alcune categorie di vegetali.</p>
<p>[Alexander]: mi rendo conto che il mio interesse per il vegetarianismo è mosso da motivazioni differenti dalle tue: io per adesso nutro semplicemente una tiepida curiosità, alimentata da scopi salutistici. Ci racconteresti quali sono le motivazioni che ti hanno portato a fare questa scelta e come è maturata ?</p>
<p>[Paola]: Certo! Parto dalla seconda parte della domanda. Penso di essere stata particolarmente sensibile alla presenza di un ex-essere vivente nel mio piatto fin da piccola ed ero molto colpita dalla violenza sugli animali. Ricordo che mio padre mi aveva raccontato come le grida dei vitelli e dei maiali che sentivo provenire da un piccolo mattatoio non lontano da casa mia,  fossero causati dal tentativo di tagliar loro le unghie! E ci credevo, come si crede sempre a un genitore. Man mano che sono cresciuta, da onnivora, ho cominciato a evitare di mangiare tutto ciò che ricordasse l&#8217;animale nella forma, fino a che&#8230;dopo  molti anni di slalom tra le pietanze, ho deciso di non mangiare più né carne né pesce. E da allora mi sono sentita molto sollevata: identificando la cosa, ho eliminato il problema e, trovando finalmente la definizione in cui incasellare la mia scelta e il mio comportamento, ho trovato la via più semplice alla mia serenità. Le motivazioni, per rispondere alla prima parte della tua domanda, Alexander, sono stata di tipo etico: vivere imponendo il minor male possibile ad altri esseri viventi.</p>
<p>[Alexander]: essendo alla base della tua scelta un principio etico, immagino che tu non abbia avuto alcuna difficoltà nella transizione dall&#8217;alimentazione onnivora a quella vegetariana, tuttavia c&#8217;è qualche alimento che ti manca e per il quale ogni tanto &#8220;sgarri&#8221; ?</p>
<p>[Paola]: No, non ho avuto nessuna difficoltà, per me è stato un sollievo. Degli alimenti che mi mancano nessuno è a base di carne o pesce. Qualche volta mi è capitato &#8211; in situazioni conviviali &#8211; di mangiare la mozzarella sulla pizza, che è in realtà è l&#8217;unica cosa di cui avevo nostalgia, visto che adoro la pizza, ma ora sono passata ad un&#8217;alimentazione rigorosamente vegan.</p>
<p>[Alexander]: oltre a ritrovarti più in pace con te stessa, dato che l&#8217;alimentazione che hai adottato non induce dolore su alcun animale, hai riscontrato altri effetti collaterali, come per esempio riduzione di peso, maggiore lucidità, maggiore energia, maggiore resistenza, più fame etc. ?</p>
<p>[Paola]: Sì, gli effetti collaterali sono stati una riduzione di peso immediata e positiva, nei primi anni soprattutto, accompagnata da maggiore energia fisica e resistenza, mi stanco meno e sono supersveglia subito la mattina.  Sono molto più serena e quindi più lucida. La fame? La digestione degli alimenti vegetali richiede meno tempo di quella dei cibi animali, quindi i vegetariani mangiano in media più spesso degli onnivori. La colazione soprattutto è molto importante: in genere si basa su molti cereali e frutta, con latte o yogurt di soia. O anche senza. E&#8217; bene imparare a calibrare le <strong>proteine</strong>, in modo da assumerne quantità sufficienti ma non eccessive, ed esplorare la varietà di piatti tradizionali e non che compongono la cucina vegetariana. (<a href="http://www.vegfacile.info" target="_blank">www.vegfacile.info</a>)</p>
<p>[Alexander]: hai riscontrato qualche effetto negativo ? Per esempio di tipo fisico, emozionale o sociale (p.e. qualcuno ti ha &#8220;discriminata &#8220;?).</p>
<p>[Paola]: Di tipo fisico no, come ho detto, emozionale si incrocia con sociale. Ti spiego, non è che i vegetariani vengano discriminati, ma certo noi stesso siamo un po&#8217; portati a discriminare/evitare gli altri in situazioni sociali in cui si mangia. Non è piacevole trovarsi nel bel mazzo di un banchetto di carne o pesce, l&#8217;odore e la vista sono piuttosto sgradevoli per noi. Perciò a volte evitiamo di partecipare. In alcune occasioni le persone onnivore sono attente, e quindi no problem, in altre no. Io per esempio se posso non vado a pranzo o a cena in luoghi in cui si mangia molta carne. Per fortuna la cucina italiana offre tante possibilità e anche alcune altre straniere. Perfino all&#8217;Autogrill ora tra i Positano e i Camogli, c&#8217;è anche il sandwich Ischia, che è vegan.</p>
<p>[Alexander]: mi interesserebbe sapere come si svolge dal punto di vista alimentare una tua giornata tipica, raccontami cosa e quando hai mangiato ieri (o in alternativa un altro giorno, se questo non è stato un giorno tipico).</p>
<p>[Paola] Allora ieri, che era una giornata tipo ho mangiato:</p>
<p>alle 7.30 fiocchi d&#8217;avena e una mela (<a href="http://www.ivu.org/italian/recipes/fruitflakes.html" target="_blank">http://www.ivu.org/italian/recipes/fruitflakes.html</a>)<br />
un caffè</p>
<p>alle 11. 00 una banana e un&#8217;arancia</p>
<p>alle 13.30 circa un piatto abbondante di verdure &#8220;da minestrone&#8221; cotte aggiungendo orzo (mezzo bicchiere da crudo). Non è una preparazione liquida, ma una specie di risotto in cui al posto del riso c&#8217;è l&#8217;orzo. Naturalmente senza dado &#8211; sale sì e peperoncino anche &#8211; ma cucinato a partire da un po&#8217; di olio di oliva in cui si fanno soffriggere leggermente le verdure (piselli, fagiolini, carote, patate, qualche fagiolo).<br />
un caffé</p>
<p>alle 17.00 un&#8217;arancia e una tazza di caffè d&#8217;orzo</p>
<p>alle 20.00 un insalatona (!) con verza cruda tagliata sottile, mais, mezza mela, fagioli cannellini, insalatina verde, condita con poco olio e aceto balsamico. Messa 1 minuto nel microonde per intiepidirla, visto il freddo.<br />
qualche arachide<br />
un caffé (si lo so esagero!)</p>
<p>[Alexander]:  è una fortuna che il caffè sia vegetale !<br />
Quale consiglio daresti ad una persona che volesse approcciarsi al vegetarismo ?</p>
<p>[Paola]: Gli consiglierei di avvicinarsi con curiosità positiva, senza pensare di doversi privare di qualcosa, ma di imparare un altro modo di mangiare, altrettanto ricco e saporito.<br />
Potrebbe iniziare aumentando i pasti solo vegetali nel corso della settimana, togliendo gli ingredienti carnei da alcuni piatti (tipo il prosciutto dai piselli). Sarebbe consigliabile procurarsi un piccolo ricettario, ce ne sono tantissimi, ed esplorare un po&#8217; i nuovi ingredienti o i nuovi cibi, sia quelli meno comuni (come il tofu o il seitan), sia orientandosi sulle preparazioni vegetariane appartenenti alle cucine regionali.<br />
Un altro consiglio è darsi un&#8217;infarinata dei principi della nutrizione, per imparare a nutrirsi con consapevolezza, come consigliano i nuovi principi di cura della salute. Ricordo che Umberto Veronesi, oncologo ed ex-ministro della salute, è vegetariano etico oltre che salutista. Infine, per ogni dubbio da chiarire e per informarsi un po&#8217;, c&#8217;è il sito della <em>Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana</em> (<a href="http://www.scienzavegetariana.it" target="_blank">www.scienzavegetariana.it</a>), con la quale collaboro fin dalla fondazione.</p>
<p>[Alexander]: Grazie Paola per aver condiviso le tue esperienze con me e i lettori di questo blog.</p>
<p><em>E tu quale alimentazione segui ?</em></p>
<p><em>Hai già fatto delle prove per variarla ?</em></p>
<p><em>Quali motivazioni ti hanno spinto a fare questi esperienze ?</em></p>
<p><em>Quali sono stati i benefici e quali i malefici ?</em></p>
<p><em>Come al solito, puoi condividere le tue esperienze direttamente nei commenti oppure lasciare un link al tuo blog.<br />
</em></p>
<p><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__solo_crudo.php?pn=412" title="Solo Crudo" rel="nofollow"><img src="http://www.strategievincenti.net/wp-content/uploads/solo-crudo.gif"></a></p>
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		<title>GTD podcast: David Allen parla delle interruzioni</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Nov 2006 07:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexander</dc:creator>
				<category><![CDATA[GTD (Getting Things Done)]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
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		<category><![CDATA[David Allen]]></category>
		<category><![CDATA[efficacia]]></category>
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		<category><![CDATA[Getting Things Done]]></category>
		<category><![CDATA[GTD]]></category>
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		<description><![CDATA[Merlin Mann fondatore di 43Folders ha intervistato David Allen l&#8217;ideatore del Getting Things Done, approfondendo appunto diversi aspetti del GTD. Il risultato è stato suddiviso in una serie di podcasts pubblicati sia su 43Folders, sia sul sito della David Allen Company. Gli argomenti sino ad ora trattati sono: Introducing &#8220;Productive Talk&#8221; Podcast: 43 Folders meets [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Merlin Mann fondatore di <a href="http://www.43folders.com" target="_blank">43Folders</a> ha intervistato David Allen l&#8217;ideatore del <strong><a title="Getting Things Done" href="http://www.strategievincenti.net/introduzione-a-getting-things-done-gtd-di-david-allen/" target="_blank">Getting Things Done</a></strong>, approfondendo appunto diversi aspetti del GTD. Il risultato è stato suddiviso in una serie di <strong>podcasts</strong> pubblicati sia su 43Folders, sia sul sito della <a href="http://www.davidco.com/" target="_blank">David Allen Company</a>.<br />
Gli argomenti sino ad ora trattati sono:</p>
<ol>
<li><a title="Introducing 'Productive Talk' Podcast: 43 Folders meets David Allen" href="http://www.43folders.com/2006/10/09/productive-talk/">Introducing &#8220;Productive Talk&#8221; Podcast: 43 Folders meets David Allen</a></li>
<li><a title="Podcast: Interview with GTD's David Allen on procrastination" href="http://www.43folders.com/2006/10/10/productive-talk-procrastination/">Podcast: Interview with GTD&#8217;s David Allen on Procrastination</a></li>
<li><a title="Productive Talk 02: David Allen on patching GTD " href="http://www.43folders.com/2006/10/12/productive-talk-leaks/">Productive Talk 02: David Allen on patching GTD &#8220;leaks&#8221;</a></li>
<li><a title="43f Interview: GTD's David Allen on the Someday-maybe list" href="http://www.43folders.com/2006/10/16/productive-talk-someday-maybe/">43f Interview: GTD&#8217;s David Allen on the &#8220;Someday Maybe&#8221; list</a></li>
<li><a title="43f interview: David Allen on Getting Things Done with your team" href="http://www.43folders.com/2006/10/23/productive-talk-04/">43f interview: David Allen on Getting Things Done with your team</a></li>
<li><a title="David Allen Interview: Getting Things Done with Email" href="http://www.43folders.com/2006/10/30/productive-talk-05/">David Allen Interview: Getting Things Done with Email</a></li>
<li><a title="43f Podcast: David Allen on interruptions" href="http://www.43folders.com/2006/11/06/productive-talk-06/">43f Podcast: David Allen on interruptions</a></li>
</ol>
<p>In particolare nell&#8217;ultimo podcast si parla di un tema caldo come quello delle <strong>interruzioni</strong>. David Allen racconta come alcuni dirigenti non ritengano le interruzioni fastidiose, ma anzi le vogliano perché hanno bisogno di sentire che il business si muove, che c&#8217;è fermento. Se non hanno continuamente nuovi input, lo ritengono un segnale di stagnazione.<br />
A me sembra tanto l&#8217;affermazione di uno di quei dirigenti che non ha nulla da fare e ha bisogno, che qualcuno abbia bisogno di lui (scusate la ripetizione) per sentirsi importante. Conosco qualcuno così.<br />
Io sinceramente preferisco fare a meno delle interruzioni (o almeno poterle contenere entro determinati limiti) e reputo che le occasioni per essere informati e per creare nuovi business si possano avere anche in occasioni più o meno formali (riunione, macchinetta del caffè, cena di lavoro, giro in barca etc), ma <strong>programmate</strong>.<br />
David Allen poi rincara dicendo che se una persona applica bene il <strong>processo</strong> del GTD, allora è perfettamente in grado di gestire le interruzioni: nel senso che, non appena sopraggiunge una nuova interruzione (come per esempio una telefonata), ciò che stava facendo deve finire direttamente nell&#8217;<strong>inbox</strong>. Contestualmente alla cornetta del telefono, uno dovrebbe prendere subito un foglio e una penna. Finita la telefonata e processato immediatamente il foglio della telefonata stessa, uno ricomincia di nuovo dalla cassettina dell&#8217;inbox, dove si ritrova ciò che stava facendo prima di essere interrotto dalla telefonata.</p>
<p>È sicuramente vero che applicare alla lettera il processo GTD ti permetta di gestire le interruzioni, ciò non toglie  però, che esse innalzano notevolmente il livello dello stress. Non a caso Merlin Mann racconta come negli uffici della David Allen Company, luogo dove si è svolta l&#8217;intervista, regni una certa calma e che si interrompa soltanto per due ragioni: quando uno abbia bisogno di confidarsi e per un&#8217;emergenza. Entrambe le cose sono sempre più importanti di ciò che stavi facendo !</p>
<p>Infine ritengo che l&#8217;eccessivo numero di interruzioni sia indice di almeno uno dei seguenti difetti:<br />
1) cattiva organizzazione del lavoro, cioè ruoli e processi non ben definiti<br />
2) cattiva organizzazione dei canali di comunicazione<br />
3) organico sottodimensionato.<br />
Ma forse a pensarci bene il punto 3) rientra nel primo.</p>
<p>Compra online il libro di David Allen:</p>
<p><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__detto-fatto.php?pn=412" target="_blank"><img src="http://www.strategievincenti.net/wp-content/uploads/detto-fatto_26656.jpg" border="0" alt="Detto, fatto! L'arte dell'efficienza" /></a> <a href="http://www.amazon.com/gp/search?ie=UTF8&amp;keywords=Getting%20Things%20Done%20David%20Allen&amp;tag=ottantavblog-20&amp;index=blended&amp;linkCode=ur2&amp;camp=1789&amp;creative=9325" target="_blank"><img src="http://www.strategievincenti.net/wp-content/uploads/Getting-things-done-book.jpg" border="0" alt="Getting Things Done" /></a></p>
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