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I miei 101 obiettivi

Alcuni giorni fa ti ho chiesto, come esercizio, di redigere una lista di 101 obiettivi che vorresti raggiungere da qui ad un anno.

Di fatto voleva essere proprio questo: un esercizio e aveva alcuni scopi ben precisi.

Purtroppo diverse persone (alcune nei commenti, altre via email private) mi hanno scritto che non hanno 101 obiettivi oppure che non è possibile raggiungere 101 obiettivi in un anno. A parte il fatto che per affermare ciò avrebbero almeno dovuto fare l’esercizio ed aspettare un anno, per verificare effettivamente se ciò che affermano sia vero (ricordate il suggerimento di provare sempre da insider ?), ma passiamo al vero scopo di questo bellissimo esercizio.

Dover scrivere così tanti obiettivi, ti permette di spogliarti degli strati esterni, di quei obiettivi più frivoli o magari di quelli con cui magari ti sei “fissato” per poter andare poi sempre più in profondità. Continuando a chiedere: “OK, e dopo di questo, cosa altro desideri ?” dà l’opportunità di far emergere cosa vuoi veramente, cosa ti dà veramente soddisfazione.

Anch’io, come è capitato a molti altri, ad un certo punto sono andato in crisi e non sapevo più cosa scrivere. E’ stato attorno al 70-esimo obiettivo, ma mi ha anche permesso di portare in superficie un obiettivo molto bello a cui non avevo mai pensato.

Bob Proctor ha detto:

If you can see it in your mind, you will hold it in your hands

cioè: se sei in grado di vederlo nella tua mente, lo terrai nella tua mano.
Perciò mi dispiace constatare che alcune persone pensino di non avere 101 obiettivi, perchè se nemmeno vogliono immaginarli, come pensano di riuscire a realizzarli ?
Prima di poter costruire una casa, dobbiamo avere il suo progetto in testa ed è un peccato che alcune persone non pensino e non vogliano raggiungere 101 obiettivi. Temo che abbiano perso la capacità di sognare, di entusiasmarsi per i propri desideri. Per rimediare a questo è molto utile tornare a contatti dei bambini e osservarli e ri-imparare da loro.

Per diversi giorni dopo aver fatto l’esercizio mi venivano in mente altri progetti che voglio realizzare e continuavo a ripetermi: “Ma dai, come ho fatto a dimenticarmi di questo ? Devo assolutamente aggiungerlo alla lista !” 😀

Fare quello che in gergo informatico viene chiamato un buffer dump (cioè uno svuotamento di un contenitore in cui vengono archiviate alcune informazioni) dà inoltre l’opportunità di analizzarne il contenuto. Così per esempio è interessante analizzare a quale categorie (per esempio: famiglia, rapporto di coppia, benessere fisico, benessere spirituale, finanze, amicizie, lavoro, tempo libero, etc) appartengono i vari obiettivi e verificare se c’è equilibrio tra le varie aree della propria vita.

Infine le 2 considerazioni che ritengo più importanti:

1) E’ importante il viaggio, non raggiungere la meta.
Per quella che è la mia visione del mondo, credo che sia più importante che tipo di persona diventiamo, piuttosto che quanti e quali obiettivi abbiamo raggiunto, e porci degli obiettivi ci aiuta a rimanere focalizzati e a metterci in movimento, quando abbiamo la tendenza a rimandare o ad avere paura.

2) Nessuno più di noi ci terrà di più al raggiungimento dei nostri obiettivi.
Se non sei disposto TU a lottare per i tuoi obiettivi, chi pensi che lo sia ?

Spero che questo esercizio ti abbia portato un pò di consapevolezza per quanto riguarda:

  1. quali sono i tuoi sogni
  2. quanto ci credi TU nei tuoi sogni
  3. quanto sei disposto a lottare per ottenere i tuoi sogni

Se finora non l’hai ancora fatto, ti esorto a fare l’esercizio ORA, anche perchè QUESTA è solo la PRIMA parte dell’esercizio. La SECONDA sarà fra un anno 🙂

5 Commenti

  1. Carissimo,
    questo esercizio lo lessi anni fa in un libro di Igor Sibaldi (Mondi Invisibili, mi pare). Lui consigliava addirittura di scriverne centocinquanta (desideri, non obiettivi, distinzione sottile).Poi fra i centocinquanta ne faceva scegliere 101 da leggere a voce alta ogni giorno per un anno. L’ho fatto.Di quei desideri se ne sono avverati moltissimi,man mano che si avveravano li sostituivo con desideri nuovi.I desideri non hanno mai fine.
    Cambiare la prospettiva, assumersi la responsabilità dei propri desideri, è un atto che avviene solo interiormente.
    Parolina magica: abracadabra.

    Lo farà chi è pronto a farlo. Degli altri, Alexander, non ti preoccupare, va tutto bene come è.

    Ti ringrazio per la condivisione e apprezzo il tuo lavoro, quello che fai su te stesso.

    Ti abbraccio forte
    Paola

  2. Precisazione importante la tua, Alexander: ho l’impressione che molte persone molto spesso perdano di vista i loro più intimi desideri (che potrebbero trasformarsi in obiettivi e quindi in risultati) e si limitano a inseguire e ad affannarsi per ottenere qualcosa che in realtà non desiderano al 100% o, anche, non sono loro a desiderare per se stessi. Hai ragione: questo esercizio serve ad avere maggiore consapevolezza e, anche, a esplorare le immense potenzialità che ciascuno possiede e, spesso, ignora di avere.

  3. Ho trovato l’esercizio molto interessante, specialmente per il fatto che tra un anno potremo fare un confronto con cio’ che desideravamo e cio’ che è abbiamo ottenuto.
    Penso pero’ che fossero troppi, mi sono trovato un po’ arresa ha scriverne cosi’ tanti.

  4. Bellissimo sito e bellissimi spunti di riflessione, ma …
    purtroppo, dirò qualcosa di antipatico, sono tutte parole …
    E’ tutto inutile, irrealizzabile e soprattutto non cambia nulla.

Commenti

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