Getting Things Done: lo schema del processo

Scritto da Alexander Reif il 14 March 2007 (Visualizzato 4343 volte, 7 oggi )

Nell’articolo di introduzione al Getting Things Done ho descritto le vari fasi del processo, in questo articolo invece metto a disposizione vari formati del diagramma di flusso del processo GTD e discuto in particolare una fase, in quanto a tale riguardo dissento da David Allen.

Da stampare
Innanzitutto gli originali: la versione semplice in inglese ed in italiano.

Su DIY Planner (dove DIY sta per Do It Yourself, cioè faidatè), puoi scaricare come file PDF e in diversi formati (nel senso di dimensioni della carta su cui stampare il file) diversi diagrammi di flusso, tra cui anche la versione avanzata.

Wallpaper (sfondo per il desktop)
Su Anabubula puoi scaricare lo sfondo con lo schema di flusso in diversi formati, a seconda della dimensione del tuo schermo.

Passiamo ora al secondo argomento dell’articolo.

Is it actionable ?
Infine vorrei parlare della fase in cui David Allen chiede: is it actionable ?
Non sono un’esperto della lingua inglese, perciò nella mia beata ignoranza l’ho sempre interpretato come: presuppone un’azione ?
Nel frattempo è uscito il libro “Detto, fatto. L’arte dell’efficienza.“, cioè la versione italiana del libro culto di David Allen. In esso tale domanda è stata tradotta con: è fattibile ora ?
Ma a mio avviso questa non è la domanda giusta da porsi, in quanto ad una persona veramente efficace non interessa se una cosa è fattibile oppure no: essa semplicemente ci crede e quindi ci prova !
Inoltre alla domanda se una cosa sia fattibile si potrebbe rispondere affermativamente (Vuoi venire a cena con i clienti ? E’ fattibile), ma puoi decidere che non vuoi (Preferisco preparare la riunione per domani !).
Perciò nel mio schema di flusso personale (che trovi anche qui a fianco e puoi scaricare in formato pdf e come immagine) tale fase si chiama: presuppone un’azione che voglio intraprendere ?

Attendo critiche e commenti alla mia interpretazione.

Compra online il libro di David Allen:

Detto, fatto! L'arte dell'efficienza Getting Things Done

tags: GTD workflow, gtd, Getting Things Done

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9 Commenti a “Getting Things Done: lo schema del processo”

  1. Luciano ha detto:

    Prima delle “critiche ed i commenti” un complimento per il lavoro che stai svolgendo quì, veramente dettagliato ed interessante.

    Sulla frase “presuppone un’azione che voglio intraprendere ora” direi che in fondo anche David Allen sarebbe d’accordo con te.

    Dalle interviste che ho sentito lui tiene a sottolineare l’importanza di:
    - sapere cosa c’è in una determinata pila di carte
    - revisione periodica
    e
    - finché è ok per te che in quella pila ci siano cose che non vuoi affrontare, e sai che sono tutte lì, va bene.

    Quindi puoi benissimo decidere che non vuoi farne niente di quella cosa che pure sarebbe fattibile, la togli dalla mente e la metti nella lista apposita.

    C’è il rischio che, se sei una persona che magari tende a procrastinare e sfuggire determinati progetti spiacevoli, quella domanda “voglio intraprendere ora” possa essere tentatrice.

    Ma questo credo entri nella personalizzazione che ognuno deve fare per adattare il sistema alle proprie caratteristiche personali.

  2. Emanuele ha detto:

    Ehi!! Quella traduzione del diagramma di flusso l’ho fatta io!!!
    :) Per curiosità, da dove arriva?

  3. Alexander ha detto:

    Ciao Emanuele,

    allora cosa ne pensi della mia osservazione ? Sia dal punto di vista linguistico, che dal punto di vista dell’ottimizzazione del processo.

    Se ti riferisci alla traduzione italiana della versione originale, mi pare che io l’abbia scaricata dalla mailinglist GTD-Italia.

    ciao
    alexander

  4. vicanto ha detto:

    Mi scuso se questo non è il punto esatto per inserire questa richiesta.
    Volevo sapere un parere su questo programm http://www.llamagraphics.com/index.php : life balance che promette di unire l’approccio di Covey con il GTD. Appare un programma intuitivo da comprendere dai primi utilizzi e appare potente per le funzioni di automatizzazione nella creazione delle priprità nella schermata to do list.
    Sarei anche interessato a sapere quale palmare utilizza (tastiera o no? Sistema operativo?) e quale software per gestire le cose da fare.
    Grazie.
    Antonio

  5. Alexander ha detto:

    Non l’ho mai provato, ma ne ho sentito parlare abbastanza bene, comunque vale sempre la solita regola: bisogna provare, perchè ciò che va bene per una persona, può essere inusabile per un’altra.

    Ho cominciato con il Palm m515, ne ho posseduti 2, usavo anche la tastiera pieghevole. Da inizio 2006 ho il Treo 650. Essendo un telefono aziendale mi è stato “imposto”. All’inizio volevo oppormi, in quanto ero un palmista “puro”: il palmare faccia il palmare, il telefono faccia il telefono. Inltre non mi convinceva l’idea della tastierina incorporata. Dopo un anno e mezzo di utilizzo penso che la tastierina tutto sommato è comoda, rimpiango il fatto di non poter comunque collegare la mia vecchia tastiera pieghevole con collegamento attraverso lo slot di sincronizzazione (non quelle schifezze a raggi infrarossi che ci sono adesso), buona la qualità dello schermo (anche se maledettamente piccolo), scarsa la qualità del telefono.

    Come scritto già in altri articoli, uso il Bonsai della Natara e lo consiglio anche a chi voglia implementare il GTD soltanto sul PC.

    ciao
    alexander

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